Nella tradizione indiana esistono molte figure geometriche usate come supporto alla meditazione e al culto, chiamate yantra. Tra tutte, lo Sri Yantra (o Shri Chakra) è considerato il più importante e il più raffinato. A prima vista appare come un intreccio fitto di triangoli racchiuso da petali e da un recinto quadrato; a uno sguardo più attento rivela una costruzione rigorosa, in cui ogni elemento ha un posto e un significato.
Che cos'è uno yantra
La parola sanscrita yantra deriva da una radice che indica il tenere, il sostenere, il controllare: è uno «strumento». Nel contesto religioso è un diagramma che rappresenta una divinità o un aspetto del divino in forma geometrica, senza figure umane. Se il mantra è la forma sonora di una potenza divina, lo yantra ne è la forma visiva.
Lo Sri Yantra appartiene in particolare alla corrente chiamata Shri Vidya, che venera la Dea nella forma di Lalita Tripurasundari, «la bella dei tre mondi». Per i praticanti di questa tradizione il diagramma non è un'immagine della Dea: è la Dea stessa nella sua manifestazione geometrica.
La struttura dal centro all'esterno
Lo Sri Yantra si legge come una serie di recinti concentrici. La tradizione ne conta nove, chiamati avarana, «coperture» o «cinte».
| Livello | Elemento | Descrizione |
|---|---|---|
| Centro | Bindu | il punto, origine di tutto |
| Nucleo | Triangolo centrale | il primo triangolo, rivolto verso il basso |
| Intreccio | Triangoli minori | i triangoli formati dall'incrocio dei nove grandi triangoli, disposti in quattro anelli |
| Fiori | Due corone di petali | un loto di otto petali e uno di sedici |
| Cerchi | Tre linee circolari | anelli che separano i petali dalla cinta |
| Esterno | Bhupura | un recinto quadrato con quattro porte |
Il bindu è il punto adimensionale da cui, secondo la tradizione, si sviluppa l'intero universo. Il bhupura, la cinta quadrata con le porte orientate ai quattro punti cardinali, segna il confine tra lo spazio sacro e il mondo esterno. Tra questi due estremi si dispiega tutta la manifestazione.
I nove triangoli
Il cuore della figura è formato da nove grandi triangoli che si sovrappongono:
- quattro rivolti verso l'alto, associati al principio maschile, Shiva;
- cinque rivolti verso il basso, associati al principio femminile, Shakti.
Il loro intreccio genera, secondo il conteggio tradizionale, quarantatré triangoli più piccoli, che insieme al bindu compongono i livelli interni del diagramma. L'idea simbolica è chiara: il mondo nasce dall'unione e dalla compenetrazione di due principi complementari, e nessuno dei due esiste isolato dall'altro.
Il triangolo rivolto in basso, nella simbologia indiana, richiama il grembo e la potenza generatrice; quello rivolto in alto richiama la fiamma e la coscienza che sale. La prevalenza numerica dei triangoli femminili sottolinea il carattere di questa tradizione, centrata sulla Dea come energia che crea e sostiene.
Un tracciato difficilissimo
Chi prova a disegnare uno Sri Yantra con riga e compasso scopre presto che non è affatto semplice. Perché la figura sia corretta, molte linee devono incontrarsi esattamente nello stesso punto: in vari incroci tre linee devono passare per un unico vertice. Basta un piccolo errore nella posizione di un triangolo perché gli incroci successivi si spostino e la figura perda la sua coerenza.
Per questo i manuali tradizionali danno istruzioni precise su come dividere l'asse verticale e dove collocare le basi dei triangoli, e per questo lo Sri Yantra ha attirato anche l'interesse di matematici moderni, che ne hanno studiato le condizioni di costruzione. La difficoltà stessa ha un valore simbolico: l'armonia non nasce dall'approssimazione, ma da un equilibrio esatto di tutte le parti.
Le forme dello Sri Yantra
Lo Sri Yantra può essere realizzato in varie forme:
- Bidimensionale, disegnato, inciso su metallo o dipinto.
- Tridimensionale, chiamato Meru, in cui i livelli si sollevano progressivamente fino al bindu, come una montagna sacra vista di lato.
- Interiore, visualizzato in meditazione senza alcun supporto materiale.
La forma a montagna richiama il Monte Meru, l'asse del mondo nella cosmologia indiana. Il percorso dal bhupura al bindu diventa così anche un'ascesa: dalla periferia al centro, dal molteplice all'uno.
Il cammino attraverso le cinte
Nella pratica rituale della Shri Vidya la contemplazione dello Sri Yantra segue spesso un ordine: si parte dalla cinta esterna e si procede verso l'interno, attraversando una cinta dopo l'altra, ciascuna associata a divinità e stati di coscienza diversi. Il movimento rappresenta il ritorno dell'anima alla sua origine.
Anche senza aderire a questa tradizione religiosa, chi studia geometria sacra può cogliere in questa struttura un modello universale: il centro come origine, i recinti come gradi di manifestazione, la porta come passaggio. È un'idea che il Maestro Cornelio invita a osservare in molte forme sacre, dai templi ai mandala, come linguaggio comune dello spirito umano.
In sintesi
- Lo Sri Yantra è il principale diagramma sacro della tradizione Shri Vidya, dedicato alla Dea Lalita Tripurasundari.
- È formato da nove triangoli intrecciati: quattro verso l'alto (Shiva) e cinque verso il basso (Shakti).
- Attorno all'intreccio si dispongono due corone di petali, tre cerchi e la cinta quadrata con quattro porte.
- Il tracciato esatto è molto difficile, perché molte linee devono incontrarsi nello stesso punto.
- La forma tridimensionale, detta Meru, trasforma il cammino dal bordo al centro in un'ascesa.