Al centro esatto dell'Albero della Vita si trova Tiferet, la Bellezza. È la sesta sefirah e occupa una posizione unica: è collegata a più sefirot di qualsiasi altra e fa da ponte fra il mondo superiore e quello inferiore. Se l'Albero fosse un corpo, Tiferet sarebbe il cuore; se fosse un sistema solare, sarebbe il Sole.
Una bellezza che nasce dall'equilibrio
Il termine ebraico tiferet significa splendore, gloria, ornamento. Ma la bellezza di cui parla la Cabala non è un ornamento aggiunto: è il risultato dell'armonia fra due forze opposte. Tiferet si trova infatti sotto Chesed e Gevurah, la Misericordia e il Rigore, e ne rappresenta la sintesi.
Per questo Tiferet è chiamata anche Rachamim, «Compassione». La compassione, nella lettura cabalistica, non è semplice bontà: è bontà che ha conosciuto il giudizio, che vede la realtà con lucidità e tuttavia sceglie di accogliere. È una qualità matura, non ingenua.
Un esempio concreto: un giudice che applica la legge senza dimenticare la persona che ha davanti, o un insegnante che corregge un errore senza umiliare lo studente. In entrambi i casi c'è rigore e c'è misericordia, e la loro unione produce qualcosa di giusto e bello insieme.
Il centro dei collegamenti
Nello schema classico dell'Albero, Tiferet è unita da sentieri a ben otto sefirot:
- Kether, direttamente sopra di essa lungo il pilastro centrale;
- Chokmah e Binah, la Sapienza e l'Intelligenza;
- Chesed e Gevurah, la Misericordia e il Rigore;
- Netzach e Hod, la Vittoria e lo Splendore;
- Yesod, il Fondamento, sotto di essa.
Solo Malkuth, il Regno, non è collegata direttamente a Tiferet. Questa centralità spiega perché molti autori considerino Tiferet la chiave di lettura dell'intero sistema: ciò che scende dall'alto passa attraverso di essa, ciò che sale dal basso vi trova il suo punto di raccolta.
Nomi e corrispondenze
| Ambito | Corrispondenza |
|---|---|
| Numero | 6 |
| Pilastro | centrale, dell'Equilibrio |
| Nome divino | YHVH, il Tetragramma |
| Personaggio biblico | Giacobbe |
| Giorno della creazione | il terzo |
| Associazione ermetica | il Sole |
| Colore ermetico | giallo e oro |
Il Tetragramma
È significativo che a Tiferet corrisponda il Nome divino più importante della tradizione ebraica, le quattro lettere YHVH. Nella Cabala la lettera Vav del Nome rappresenta proprio Tiferet insieme alle sei sefirot che la circondano: il valore numerico della Vav è infatti sei.
Giacobbe
Il patriarca associato a Tiferet è Giacobbe, figlio di Isacco e nipote di Abramo. Simbolicamente eredita sia la generosità del nonno sia il rigore del padre e li integra. Giacobbe riceve anche il nome di Israele dopo la lotta notturna con l'angelo: una trasformazione d'identità che molti commentatori collegano al lavoro interiore rappresentato da questa sefirah.
Lo Sposo e il Figlio
Nel linguaggio simbolico dello Zohar, Tiferet è chiamata spesso il Santo, benedetto Egli sia, ed è descritta come lo Sposo di Malkuth, la Shekhinah. L'unione fra Tiferet e Malkuth è uno dei grandi temi della Cabala: rappresenta il ricongiungimento fra il divino trascendente e la sua presenza nel mondo.
Nella scuola lurianica, Tiferet è il centro di un gruppo di sei sefirot chiamato Zeir Anpin, «il Volto Piccolo» o «l'Impaziente», in contrapposizione ad Arikh Anpin, il Volto Lungo di Kether. È il «figlio» generato dall'unione di Chokmah e Binah.
Tiferet nella tradizione ermetica
La tradizione ermetica occidentale ha dato a Tiferet un ruolo particolarmente rilevante nei percorsi di lavoro interiore. L'associazione con il Sole la rende simbolo del sé centrale, la parte della persona che armonizza le diverse spinte interiori. Molti autori collocano a questo livello le figure del sacrificio e della rinascita presenti in diverse mitologie, interpretate come immagini della trasformazione del sé.
Anche in questo caso è bene ricordare che si tratta di una costruzione simbolica posteriore, che si appoggia sulla Cabala ebraica senza coincidere con essa.
Un esercizio di centratura
Lo Studio Esoterico Cornelio propone un esercizio legato a Tiferet che si può svolgere in pochi minuti:
- Seduti con la schiena eretta, portare l'attenzione al centro del petto.
- Richiamare alla mente una situazione in cui ci si sente divisi fra due esigenze opposte.
- Dare spazio, una alla volta, a entrambe le esigenze, senza scegliere.
- Attendere che emerga, senza forzarla, una terza possibilità che le rispetti tutte e due.
Lo scopo non è risolvere il problema nell'immediato, ma esercitare la qualità di Tiferet: tenere insieme gli opposti finché non si trova un punto di equilibrio.
In sintesi
- Tiferet, la Bellezza, è la sesta sefirah e il centro del pilastro dell'Equilibrio.
- Nasce dall'armonia fra Chesed e Gevurah ed è chiamata anche Rachamim, Compassione.
- È collegata a otto sefirot: solo Malkuth non la tocca direttamente.
- Le corrispondono il Tetragramma YHVH, il patriarca Giacobbe e, nella tradizione ermetica, il Sole.
- Interiormente rappresenta il centro che armonizza le forze opposte.