✧ Angeli e gerarchie

Tommaso d'Aquino e gli angeli: la teologia del Dottore Angelico

Che cosa sono gli angeli per Tommaso d'Aquino: puri intelletti, ciascuno una specie, presenti dove agiscono, con una conoscenza intuitiva e un tempo proprio.

Tommaso d'Aquino è chiamato dalla tradizione «Dottore Angelico». Il titolo allude alla purezza della sua vita e del suo pensiero, ma anche alla profondità con cui ha riflettuto sugli angeli. Nella Summa Theologiae dedica a loro un ampio trattato, che resta ancora oggi uno dei tentativi più rigorosi di pensare la natura degli spiriti puri con gli strumenti della filosofia.

Il metodo: ragionare sull'invisibile

Tommaso non descrive gli angeli a partire da visioni o racconti meravigliosi. Il suo metodo è filosofico: parte dai dati della Scrittura e della tradizione, poi si chiede che cosa debba essere vero di un essere che è intelligenza senza corpo. Per farlo utilizza le categorie di Aristotele, come materia e forma, potenza e atto, e le applica a un oggetto che Aristotele non aveva considerato in questi termini.

Il risultato è un'angelologia sobria, quasi geometrica, molto lontana dall'immagine popolare dell'angelo con le ali.

Spiriti senza materia

Il primo punto fermo è che gli angeli sono creature del tutto immateriali. Non hanno un corpo, né un corpo sottile, né una «materia spirituale».

Su questo Tommaso si distingue da altri maestri del suo tempo. Bonaventura e una parte della scuola francescana sostenevano che anche gli angeli fossero composti di una materia spirituale e di una forma. Tommaso rispondeva che l'angelo è forma pura, e che la sua composizione è di altro tipo: tra la sua essenza e il suo atto di essere, che riceve da Dio. Solo in Dio essenza ed essere coincidono.

Ogni angelo è una specie

Da questa tesi deriva una conseguenza sorprendente. Per Tommaso ciò che distingue due individui della stessa specie, ad esempio due uomini, è la materia. Se gli angeli non hanno materia, non possono esistere due angeli della stessa specie. Ogni angelo è dunque una specie a sé, unico come un'intera specie animale.

Essere Principio di individuazione Conseguenza
Uomo la materia molti individui nella stessa specie
Angelo nessuna materia ogni angelo è una specie distinta
Dio nessuna composizione unico, essere stesso sussistente

Questo spiega perché le gerarchie angeliche, nella visione tomista, non sono semplici gradi di carriera: ogni angelo differisce dagli altri per natura.

Dove si trova un angelo

Un angelo, non avendo corpo, non occupa uno spazio. Ma allora dove si trova? Tommaso risponde che l'angelo è in un luogo nel senso che vi agisce: è presente là dove esercita la sua potenza. Non è contenuto dal luogo, ma in un certo modo lo contiene.

Ne derivano alcune tesi precise:

  • un angelo non può trovarsi contemporaneamente in più luoghi distinti;
  • più angeli non possono agire nello stesso luogo nello stesso modo e nello stesso momento;
  • il movimento di un angelo può essere continuo o istantaneo, poiché non è vincolato dalla resistenza dei corpi.

È utile ricordare che la celebre domanda su «quanti angeli possano danzare sulla punta di uno spillo» non compare nelle opere di Tommaso. È una caricatura nata più tardi per prendere in giro la scolastica.

Come conosce un angelo

L'uomo conosce partendo dai sensi, astraendo concetti e ragionando passo dopo passo. L'angelo no. Secondo Tommaso l'angelo riceve fin dalla creazione delle forme intelligibili infuse da Dio, attraverso cui conosce le cose. La sua conoscenza è intuitiva: vede in un solo sguardo le conclusioni contenute nei principi, senza dover dedurre.

Tuttavia l'angelo non conosce tutto:

  1. non conosce il futuro contingente, se non per congettura o rivelazione;
  2. non legge i pensieri segreti del cuore umano, che restano visibili solo a Dio;
  3. non conosce i misteri della grazia se non per rivelazione.

Gli angeli superiori comunicano a quelli inferiori ciò che sanno attraverso una forma di illuminazione. È il cuore del modello gerarchico ereditato da Dionigi l'Areopagita.

Il tempo degli angeli

Gli angeli non vivono nel nostro tempo, che misura il mutamento dei corpi, ma non sono nemmeno eterni come Dio. Tommaso parla di aevum, l'evo: una misura intermedia, propria di esseri il cui essere non muta, ma che possono compiere atti successivi di pensiero e di volontà.

La scelta definitiva

Proprio perché conosce senza oscurità, l'angelo sceglie in modo definitivo. L'uomo può pentirsi perché decide in condizioni di incertezza; l'angelo, che vede con chiarezza, aderisce o rifiuta una volta per sempre. Per questo, secondo Tommaso, la caduta degli angeli ribelli è irrevocabile.

Perché leggerlo oggi

Lo Studio Esoterico Cornelio considera il trattato tomista una scuola di disciplina del pensiero. Chi si avvicina all'angelologia rischia di perdersi in immagini e nomi; Tommaso ricorda che lo spirito si comprende anche con la precisione dei concetti. Alcuni spunti per lo studio:

  • distinguere sempre tra il simbolo e la natura di ciò che il simbolo indica;
  • riconoscere i limiti della conoscenza, anche di quella più alta;
  • apprezzare la differenza tra conoscere per gradi e vedere con un solo sguardo;
  • riflettere sul peso delle scelte compiute con piena consapevolezza.

In sintesi

  • Tommaso d'Aquino, il Dottore Angelico, tratta gli angeli con il metodo della filosofia aristotelica.
  • Gli angeli sono forme pure, senza materia, composte soltanto di essenza ed essere.
  • Ogni angelo è una specie distinta, perché manca la materia che individua.
  • L'angelo è presente dove agisce, conosce in modo intuitivo e vive nell'evo, tra tempo ed eternità.
  • La sua scelta, compiuta con piena chiarezza, è definitiva.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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