Quando si studiano le origini dell'angelologia, prima o poi si incontra l'antica religione dell'Iran, fondata secondo la tradizione dal profeta Zarathustra, che i Greci chiamavano Zoroastro. In essa troviamo una schiera di esseri spirituali ordinati attorno a un Dio supremo, una lotta tra bene e male e figure che accompagnano l'uomo. Molti studiosi hanno visto in questa tradizione un possibile interlocutore dell'angelologia ebraica, e poi di quella cristiana e islamica.
Ahura Mazda e la sua corte
Al centro della religione zoroastriana c'è Ahura Mazda, il «Signore Saggio», creatore di tutto ciò che è buono. Attorno a lui operano entità spirituali che rappresentano i suoi aspetti e le sue forze. Le più importanti sono gli Amesha Spenta, termine traducibile come «Immortali Benefici» o «Immortali Santi».
Nei Gatha, gli inni attribuiti allo stesso Zarathustra, questi nomi appaiono spesso come qualità astratte di Dio e dell'uomo giusto. Nella tradizione successiva assumono un carattere sempre più personale, fino a diventare veri e propri esseri celesti.
I sei Immortali Benefici
La tradizione elenca sei Amesha Spenta principali, ciascuno legato a una virtù e a un elemento della creazione.
| Nome | Significato | Elemento associato |
|---|---|---|
| Vohu Manah | Buon Pensiero | gli animali, in particolare il bestiame |
| Asha Vahishta | Ottima Verità, ordine giusto | il fuoco |
| Khshathra Vairya | Dominio desiderabile | i metalli e il cielo |
| Spenta Armaiti | Santa Devozione | la terra |
| Haurvatat | Integrità, pienezza | le acque |
| Ameretat | Immortalità | le piante |
A questi sei si aggiunge talvolta Spenta Mainyu, lo «Spirito Benefico», legato all'uomo, oppure lo stesso Ahura Mazda, così da formare un gruppo di sette.
Si nota subito una caratteristica: ogni entità è insieme una virtù morale e un custode del mondo fisico. Coltivare il Buon Pensiero e prendersi cura degli animali sono, in questa visione, due aspetti della stessa fedeltà.
Gli yazata
Accanto agli Amesha Spenta esiste una categoria più ampia di esseri degni di venerazione, gli yazata. Tra essi si trovano figure di grande importanza:
- Mithra, legato al patto, alla luce e alla fedeltà alla parola data;
- Sraosha, l'«Ascolto» o «Obbedienza», che veglia sulle anime e le protegge dopo la morte;
- Anahita, legata alle acque e alla fertilità.
Il ruolo di Sraosha è particolarmente interessante per chi studia gli angeli: guardiano dell'anima nel passaggio oltre la morte, è stato spesso paragonato all'arcangelo Michele.
Le fravashi
Un'altra figura zoroastriana ricorda da vicino l'angelo custode. Le fravashi sono gli spiriti tutelari dei giusti, concepiti come preesistenti alla nascita dell'individuo e legati a lui per tutta la vita. Vengono invocate per la protezione delle famiglie e onorate nei giorni dedicati ai defunti. Uno dei mesi del calendario zoroastriano porta il loro nome.
Il rovescio: i daeva
Alla schiera del bene si oppone quella di Angra Mainyu, lo «Spirito Maligno», con i suoi demoni chiamati daeva. È curioso notare che in India il termine affine deva indica invece le divinità, mentre gli asura diventano col tempo esseri ostili. In Iran accade l'inverso: ahura è il titolo del Dio supremo, mentre i daeva diventano demoni. Due popoli imparentati hanno dunque rovesciato i rispettivi valori.
Tra i daeva compare Aeshma, demone dell'ira. Molti studiosi hanno proposto di collegarlo ad Asmodeo, il demone del libro di Tobia, la cui vicenda è ambientata proprio nel mondo persiano.
Il dibattito sulle influenze
Dopo l'esilio babilonese gli ebrei vissero per lungo tempo sotto il dominio persiano. In questo periodo l'angelologia ebraica si arricchisce di nomi, ranghi e funzioni, e la figura dell'avversario assume tratti più marcati. Da qui l'ipotesi di un'influenza zoroastriana.
Le posizioni degli studiosi sono diverse:
- alcuni vedono un'influenza diretta, soprattutto nel numero sette e nel dualismo tra bene e male;
- altri parlano di sviluppi paralleli, nati da esigenze simili;
- altri ancora sottolineano le differenze, come l'assenza nel giudaismo di un principio del male pari a Dio.
La questione resta aperta, e conviene non trasformare le somiglianze in derivazioni certe.
Una lettura simbolica
Nella prospettiva dello Studio Esoterico Cornelio, gli Amesha Spenta offrono un'immagine preziosa: le virtù interiori e la cura del mondo non sono separate. Chi coltiva la verità custodisce simbolicamente il fuoco; chi vive la devozione onora la terra. Alcuni spunti di riflessione:
- associare ogni virtù a un gesto concreto verso il mondo naturale;
- considerare il pensiero come prima forma di azione, secondo il primato del Buon Pensiero;
- ricordare che la fedeltà alla parola data è, per la tradizione di Mithra, un atto sacro.
In sintesi
- Lo zoroastrismo pone al centro Ahura Mazda, circondato dagli Amesha Spenta, gli «Immortali Benefici».
- I sei Amesha Spenta uniscono una virtù morale a un elemento della creazione.
- Gli yazata, come Mithra e Sraosha, e le fravashi, spiriti tutelari dei giusti, completano il quadro.
- I daeva sono i demoni, in un curioso rovesciamento rispetto ai deva indiani.
- L'influenza zoroastriana sull'angelologia ebraica è plausibile ma ancora discussa.