✧ Angeli e gerarchie

Swedenborg e gli angeli: il cielo come grande uomo

L'angelologia di Swedenborg: angeli che furono esseri umani, i tre cieli, il mondo degli spiriti, le corrispondenze e l'influenza su Kant, Blake e Balzac.

Nel Settecento, il secolo dei Lumi, uno scienziato svedese stimato per i suoi studi di mineralogia e anatomia cambiò improvvisamente direzione. Emanuel Swedenborg dichiarò di aver ricevuto la facoltà di visitare il mondo spirituale e di conversare con angeli e spiriti. Dedicò il resto della vita a descrivere ciò che diceva di aver visto. La sua angelologia è una delle più originali dell'età moderna, e la sua influenza sulla cultura europea è stata profonda.

Lo scienziato che si volse al cielo

Prima della svolta, Swedenborg era un uomo di scienza: lavorava presso il Collegio delle miniere di Svezia, scriveva di metallurgia, cosmologia e fisiologia del cervello. Verso la metà degli anni Quaranta del Settecento attraversò una crisi spirituale, documentata in un diario di sogni, e da allora si dedicò all'interpretazione delle Scritture e alla descrizione dell'aldilà.

L'opera più nota è Cielo e Inferno, pubblicata in latino a Londra nel 1758, il cui titolo completo precisa che si tratta di cose «udite e viste».

Gli angeli erano uomini

La tesi più sorprendente di Swedenborg riguarda l'origine degli angeli. Secondo lui non esistono angeli creati come specie separata prima dell'uomo. Tutti gli angeli del cielo e tutti i demoni dell'inferno sono stati, un tempo, esseri umani vissuti sulla terra o su altri mondi.

Questa idea rompe con l'intera tradizione teologica precedente, che distingueva nettamente la natura angelica da quella umana. Per Swedenborg l'angelo è l'uomo giunto alla sua pienezza spirituale.

Il mondo degli spiriti

Dopo la morte, secondo Swedenborg, l'uomo non entra subito in cielo o in inferno. Arriva in un luogo intermedio, il mondo degli spiriti, dove la sua vera natura emerge progressivamente. Le apparenze cadono, e ciò che resta è l'«amore dominante», l'orientamento profondo della volontà.

È questo amore, e non un giudizio esterno, a decidere la destinazione. Swedenborg insiste su un punto: Dio non getta nessuno all'inferno. Gli spiriti malvagi vi si dirigono spontaneamente, perché lì trovano ciò che amano, mentre la luce del cielo risulterebbe loro insopportabile.

I tre cieli

Il cielo di Swedenborg non è un'unica dimora, ma è organizzato in tre livelli, distinti dal grado di apertura interiore degli angeli che li abitano.

Cielo Nome Caratteristica degli angeli
Terzo, il più interno celeste vivono nell'amore per il Signore e percepiscono il bene direttamente
Secondo spirituale vivono nell'amore per il prossimo e nella comprensione della verità
Primo, il più esterno naturale vivono il bene in modo più semplice e legato all'obbedienza

Ciascun cielo è a sua volta diviso in innumerevoli società, gruppi di angeli affini per carattere. Gli angeli abitano case, vivono in comunità, si sposano, lavorano e insegnano. Il cielo di Swedenborg è un mondo pieno di attività, non un luogo di riposo immobile.

Il cielo in forma umana

Una delle immagini più potenti di Swedenborg è quella del cielo come «Grande Uomo». L'intero cielo, nella sua totalità, ha forma umana, e ogni società corrisponde a una parte del corpo: alcune al cuore, altre ai polmoni, altre agli occhi. Questa immagine esprime l'idea che il cielo sia un organismo vivente, in cui ogni parte ha una funzione per il tutto.

La dottrina delle corrispondenze

Alla base di tutto c'è la dottrina delle corrispondenze: ogni cosa del mondo naturale corrisponde a una realtà spirituale. Il sole corrisponde all'amore divino, la luce alla verità, il calore al bene. Le Scritture stesse, secondo Swedenborg, hanno un senso interno che si svela attraverso queste corrispondenze.

Gli angeli, in questa visione, non conoscono il tempo e lo spazio come noi. Ciò che per noi è distanza, per loro è differenza di stato interiore; ciò che per noi è tempo, per loro è mutamento di condizione.

L'eredità

L'opera di Swedenborg suscitò reazioni molto diverse:

  1. Kant gli dedicò un saggio critico, i Sogni di un visionario, mettendo in dubbio la possibilità di conoscere il mondo spirituale;
  2. William Blake lo lesse con attenzione, prima con entusiasmo e poi in modo polemico, rispondendogli con Il matrimonio del Cielo e dell'Inferno;
  3. Balzac si ispirò a lui nel romanzo Séraphîta;
  4. Baudelaire trovò nella dottrina delle corrispondenze un'idea che ritorna nella sua celebre poesia Corrispondenze.

Dopo la sua morte alcuni lettori fondarono comunità religiose ispirate ai suoi scritti, spesso chiamate Nuova Chiesa.

Che cosa insegna oggi

Lo Studio Esoterico Cornelio considera Swedenborg una testimonianza preziosa nella storia dell'angelologia, da leggere come visione simbolica e non come mappa letterale. Alcuni temi meritano riflessione:

  • l'idea che la destinazione dell'anima nasca dal suo amore dominante;
  • il cielo come comunità attiva, non come stato immobile;
  • il mondo naturale come linguaggio di realtà interiori;
  • la continuità tra la vita presente e la crescita spirituale.

In sintesi

  • Emanuel Swedenborg, scienziato svedese, descrisse il mondo spirituale nell'opera Cielo e Inferno del 1758.
  • Per lui tutti gli angeli e i demoni furono un tempo esseri umani.
  • Dopo la morte l'anima passa per il mondo degli spiriti, e il suo amore dominante ne decide la destinazione.
  • Il cielo è diviso in tre livelli e in innumerevoli società, e nel suo insieme ha forma umana.
  • La dottrina delle corrispondenze influenzò autori come Blake, Balzac e Baudelaire.
☉
Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

Leggi anche