Subito sotto Kether, la Corona, l'Albero della Vita si apre in due. A destra sta Chokmah, la Sapienza; a sinistra Binah, l'Intelligenza o Comprensione. Sono la seconda e la terza sefirah e, insieme alla Corona, compongono la triade superna, il livello più alto e più astratto dell'Albero. Capirle come coppia è essenziale, perché nessuna delle due ha senso senza l'altra.
Il lampo e il grembo
La tradizione descrive Chokmah come un lampo: un'intuizione improvvisa, totale, priva di dettagli. È il momento in cui un'idea si accende tutta insieme, prima che si sappia spiegarla. Lo Zohar la chiama anche reshit, «principio», collegandola alla prima parola della Genesi, Bereshit, «In principio».
Binah è il grembo che riceve quel lampo e gli dà forma. Sviluppa, distingue, articola. Se Chokmah è il seme, Binah è la terra che lo accoglie e ne permette la crescita. La radice ebraica di Binah è la stessa della parola bein, «fra»: comprendere significa saper cogliere i rapporti fra le cose, separarle e collegarle.
Un esempio concreto aiuta. Un musicista sente all'improvviso una melodia intera nella mente: questo è Chokmah. Poi passa ore a trascriverla, a scegliere le armonie, a decidere il ritmo: questo è Binah. Senza il primo momento non ci sarebbe nulla da elaborare; senza il secondo l'intuizione resterebbe un bagliore senza seguito.
Padre e Madre
Nel linguaggio simbolico della Cabala, Chokmah e Binah sono chiamati Abba e Imma, Padre e Madre. La scuola lurianica, che organizza le sefirot in «volti» o partzufim, li descrive come due figure che si uniscono per generare le sefirot inferiori.
Questa immagine non va presa in senso biologico o di genere sociale. Indica due funzioni complementari presenti in ogni processo creativo: l'impulso che si dà e la capacità che riceve e struttura. Ogni persona, nella lettura tradizionale, contiene entrambe.
Nomi e attributi
| Chokmah | Binah | |
|---|---|---|
| Numero | 2 | 3 |
| Pilastro | destro, della Misericordia | sinistro, del Rigore |
| Nome divino | Yah | YHVH letto come Elohim |
| Immagine | il punto che si estende in linea | il palazzo, il mare |
| Associazione ermetica | la sfera dello zodiaco | Saturno |
| Colore ermetico | grigio | nero o indaco profondo |
L'associazione di Binah con Saturno, tipica della tradizione ermetica, sottolinea l'aspetto del limite e della forma: la struttura che contiene, il tempo che dà misura. Binah è chiamata anche «il mare», da cui nascono tutte le forme, e talvolta è associata alla madre oscura e alla madre luminosa insieme, perché la forma è sia un limite sia una nascita.
Perché Binah sta sul pilastro del Rigore
Può sorprendere che la Madre stia sul lato della Severità, sopra Gevurah. La ragione è logica: dare forma significa porre confini. Ogni definizione esclude qualcosa. Dire che un oggetto è un tavolo significa dire che non è una sedia. Binah è il principio della distinzione, e la distinzione è, in senso tecnico, una forma di rigore.
Chokmah, al contrario, sta sul pilastro della Misericordia perché è espansione, dono senza limite. La sua energia, lasciata sola, si disperderebbe; quella di Binah, lasciata sola, si irrigidirebbe. L'Albero le pone a fronte perché si bilancino.
Il sentiero che le unisce
Fra Chokmah e Binah corre un sentiero orizzontale, il primo dei sentieri «trasversali» dell'Albero. Nella tradizione ermetica che assegna le lettere ebraiche ai sentieri, varia la lettera attribuita a seconda dello schema adottato; ciò che resta costante è il significato: è il canale attraverso cui l'intuizione si trasforma in comprensione.
Sotto le due sefirot si apre lo spazio di Daat, la Conoscenza, che molti autori descrivono come il frutto della loro unione. In ebraico il verbo yada, «conoscere», è lo stesso usato nella Bibbia per l'unione di Adamo ed Eva: conoscenza come incontro intimo, non come semplice accumulo di nozioni.
Un esercizio di riflessione
Nello Studio Esoterico Cornelio si suggerisce di osservare per qualche giorno il proprio modo di pensare con questa coppia in mente:
- Annotare le intuizioni improvvise, anche piccole, nel momento in cui compaiono.
- Riprenderle il giorno dopo e provare a svilupparle per iscritto, cercando nessi e conseguenze.
- Notare quale dei due momenti risulta più facile e quale più faticoso.
Chi ha molte idee e poche realizzazioni tende verso Chokmah; chi analizza molto e intuisce poco tende verso Binah. L'esercizio non dà un giudizio, mostra un equilibrio da coltivare.
In sintesi
- Chokmah, la Sapienza, è il lampo intuitivo; Binah, l'Intelligenza, è la capacità di dargli forma.
- Sono chiamate Abba e Imma, Padre e Madre, e insieme a Kether formano la triade superna.
- Chokmah sta sul pilastro della Misericordia, Binah su quello del Rigore, perché dare forma significa porre limiti.
- Dalla loro unione nasce simbolicamente Daat, la Conoscenza intesa come incontro.
- Interiormente rappresentano l'equilibrio fra intuizione e comprensione articolata.