Nel cuore della Barbagia, in provincia di Nuoro, il paese di Mamoiada custodisce una delle tradizioni mascherate più impressionanti del Mediterraneo. Ogni anno, tra gennaio e il Carnevale, sfilano per le sue vie i Mamuthones e gli Issohadores: figure arcaiche, silenziose e solenni, che con il loro passo cadenzato e il fragore dei campanacci trasformano lo spazio del paese in uno spazio rituale.
I Mamuthones
Il Mamuthone è una figura che colpisce prima di tutto per il suo aspetto cupo e pesante.
- La maschera, chiamata visera, è scolpita nel legno e dipinta di nero. Ha tratti marcati, spesso severi o dolenti, e copre interamente il volto.
- Il copricapo è un fazzoletto scuro annodato sotto il mento, che incornicia la maschera.
- Il vestito è fatto di pelli di pecora nere, le mastruche, indossate sopra abiti di velluto.
- I campanacci, chiamati carriga, sono un grande insieme di campane da bestiame legate con cinghie sulla schiena. Il loro peso è notevole e rende il passo faticoso.
- Le campanelle più piccole sono appese anche sul petto.
Il volto nero, le pelli animali e il suono dei campanacci fanno del Mamuthone una presenza a metà tra l'umano e il bestiale.
Gli Issohadores
Accanto ai Mamuthones si muovono gli Issohadores, il cui aspetto è del tutto diverso.
- Indossano una giubba rossa, pantaloni bianchi e uno scialle colorato annodato in vita.
- Portano una maschera bianca dai tratti umani e regolari, o in alcuni casi sono a volto scoperto.
- In testa hanno un berretto tradizionale.
- Soprattutto, hanno in mano una fune di giunco, la soha, da cui prendono il nome.
Con la fune gli Issohadores «catturano» le persone del pubblico, in particolare le donne, gettando il cappio con abilità. Essere presi è considerato di buon augurio, e chi viene catturato offre spesso da bere.
La sfilata
La sfilata segue un ordine preciso. I Mamuthones procedono in due file parallele, con gli Issohadores ai lati e davanti, come guide e guardiani.
Il passo dei Mamuthones è il cuore del rito. Si muovono all'unisono, con piccoli salti cadenzati e una torsione del busto che fa suonare tutti i campanacci contemporaneamente. Il risultato è un suono profondo e ritmico, che ricorda il passaggio di una mandria. A intervalli regolari il gruppo compie salti più ampi, accompagnati da un fragore improvviso.
I Mamuthones non parlano, non ridono, non interagiscono con il pubblico. Questa solennità silenziosa li distingue dalle maschere carnevalesche più giocose.
Il calendario
La prima uscita dei Mamuthones avviene il 17 gennaio, in occasione della festa di Sant'Antonio abate, quando a Mamoiada si accendono i falò rituali. Tornano poi a sfilare nei giorni del Carnevale, in particolare la domenica e il martedì grasso.
Il legame con Sant'Antonio e i suoi fuochi inserisce la sfilata nel ciclo dei riti di metà inverno, comuni a molte culture agropastorali.
Le ipotesi sull'origine
L'origine dei Mamuthones è oggetto di dibattito, e nessuna ipotesi è definitivamente dimostrata. Le principali letture proposte sono:
- Un rito agrario e pastorale, legato al ciclo delle stagioni e alla fertilità della terra e del bestiame.
- Una rappresentazione del rapporto tra uomo e animale, in cui gli Issohadores domano i Mamuthones come si domano le bestie.
- La memoria di una vittoria dei pastori locali su invasori stranieri, catturati e condotti in corteo.
- Un rito di passaggio che segnava la fine dell'inverno e il ritorno della luce.
Ciò che si può dire con certezza è che la tradizione ha un carattere molto antico e si inserisce in una famiglia di maschere arcaiche diffuse in Sardegna e in altre aree d'Europa.
Le altre maschere della Sardegna
Mamoiada non è un caso isolato. Nella Sardegna centrale esistono altre maschere con caratteristiche simili:
| Maschera | Paese | Tratti principali |
|---|---|---|
| Boes e Merdules | Ottana | Maschere di bue e figure umane che le guidano |
| Thurpos | Orotelli | Figure incappucciate con il volto annerito |
| Su Bundu | Orani | Maschera di legno con corna e tratti bovini |
Tutte condividono il tema del rapporto tra l'uomo e l'animale, del domatore e del domato.
Il museo delle maschere
A Mamoiada si trova il Museo delle maschere mediterranee, che accanto ai Mamuthones e agli Issohadores presenta maschere tradizionali di altre aree del Mediterraneo e dell'Europa. Il confronto mostra quanto il tema della maschera animale e del campanaccio sia diffuso nelle culture rurali del continente.
In sintesi
- I Mamuthones di Mamoiada indossano maschere nere, pelli di pecora e pesanti campanacci.
- Gli Issohadores, in giubba rossa, guidano il corteo e catturano il pubblico con la fune.
- La prima uscita avviene il 17 gennaio, per Sant'Antonio abate, poi tornano a Carnevale.
- L'origine è discussa: rito agrario, rapporto uomo-animale o memoria storica.
- Ottana, Orotelli e Orani hanno maschere simili, legate allo stesso universo agropastorale.