Il 20 marzo 1428, a Todi, in Umbria, si concluse il processo a una donna di nome Matteuccia di Francesco, originaria di Ripabianca, un piccolo centro nei pressi di Deruta. Il verbale del procedimento, conservato e studiato dagli storici, è uno dei documenti più antichi e dettagliati della stregoneria italiana. In esso compare una formula destinata a diventare celebre: quella con cui la donna avrebbe chiamato l'unguento per volare al noce di Benevento.
Il clima: la predicazione di Bernardino
Per capire il processo bisogna partire da un predicatore. Negli anni Venti del Quattrocento Bernardino da Siena, francescano osservante tra i più ascoltati del suo tempo, percorreva le città dell'Italia centrale con prediche affollatissime. Tra i suoi bersagli c'erano il lusso, l'usura, il gioco d'azzardo e anche le pratiche magiche, che descriveva come opera del demonio.
Bernardino predicò a Todi nel 1426. Nelle sue prediche, in diverse città, esortava i fedeli a denunciare chi praticava incantesimi e rimedi magici. Il processo a Matteuccia avvenne pochi anni dopo, in un clima che quella predicazione aveva contribuito a creare.
Le accuse
Il verbale elenca una lunga serie di pratiche attribuite alla donna. Molte, a una lettura attenta, sono le stesse attività di una guaritrice di villaggio dell'epoca, reinterpretate come opera diabolica.
- Rimedi per le malattie di persone e animali, con erbe, parole e gesti.
- Filtri d'amore, richiesti da donne che volevano trattenere il marito o l'amante.
- Pratiche contro l'impotenza e per favorire o impedire le gravidanze.
- Accuse più gravi, come aver succhiato il sangue dei bambini trasformandosi in animale: un motivo stereotipato che ricorre nei processi del periodo.
Il documento mostra bene il passaggio da un sapere popolare, magari ambiguo ma radicato nella vita quotidiana, a un crimine definito in termini teologici.
La formula del volo
Il passo più famoso riguarda il volo notturno. Secondo il verbale, Matteuccia si ungeva con un unguento e pronunciava una formula per farsi portare al raduno delle streghe:
Unguento, unguento, mandame a la noce de Benivento, supra aqua et supra ad vento et supra ad omne maltempo.
Ad attenderla, prosegue il racconto, c'era un demone in forma di caprone, che la trasportava in volo. Al noce si riunivano altre donne e spiriti, sotto la guida di Lucifero.
Questa formula è una delle attestazioni più antiche del legame tra le streghe e il noce di Benevento, che diventerà un luogo canonico della tradizione stregonesca italiana. Il fatto che compaia in un processo umbro dimostra che la leggenda era già diffusa ben oltre il Sannio.
Confessione e condanna
Come in molti processi dell'epoca, le confessioni furono ottenute in un contesto di forte pressione, e gli storici le leggono con cautela: in parte riflettono ciò che i giudici si aspettavano di sentire, in parte frammenti autentici della cultura popolare. Matteuccia fu condannata e mandata al rogo.
Il caso ha un valore particolare perché si colloca in un momento di passaggio. Nel corso del Quattrocento l'immagine della strega come membro di una setta che vola al sabba e adora il diavolo si stava consolidando in Europa. Il processo di Todi documenta questo processo nel suo farsi, in un contesto italiano.
Che cosa ci insegna il documento
Il verbale di Matteuccia è prezioso per diverse ragioni.
| Aspetto | Che cosa rivela |
|---|---|
| Pratiche di cura | Il ruolo delle guaritrici nella vita dei villaggi |
| Filtri d'amore | Le richieste concrete, spesso femminili, rivolte alla magia |
| Formula del volo | La diffusione precoce del mito del noce di Benevento |
| Linguaggio teologico | Come un sapere popolare diventa crimine |
| Contesto della predicazione | Il peso dei predicatori nel creare il clima delle accuse |
Una figura da restituire alla storia
Oggi Matteuccia è ricordata a Todi e nel territorio come simbolo delle donne perseguitate per stregoneria. Leggerne la vicenda significa guardare oltre lo stereotipo della strega e vedere una persona concreta, con un mestiere, dei clienti e una rete di relazioni, travolta da un cambiamento culturale più grande di lei.
In sintesi
- Matteuccia di Francesco fu processata e condannata a Todi nel 1428.
- Il processo avvenne pochi anni dopo la predicazione di Bernardino da Siena in città.
- Le accuse mescolano pratiche di cura e filtri d'amore con stereotipi diabolici.
- La formula «Unguento, unguento, mandame a la noce de Benivento» è tra le più antiche attestazioni del mito.
- Il verbale documenta la nascita dell'immagine moderna della strega in Italia.