✡ Cabala e numerologia

Sefer Yetzirah: il Libro della Formazione e le 32 vie

Il Sefer Yetzirah, testo fondativo della Cabala: le dieci sefirot belimah, le ventidue lettere, le 231 porte e un cosmo fatto di numeri e suoni.

Tra i testi della tradizione cabalistica, il Sefer Yetzirah, il «Libro della Formazione», occupa un posto singolare. È brevissimo: nelle sue versioni più corte si legge in pochi minuti. Eppure ha generato secoli di commenti ed è all'origine di concetti che ogni studioso della Cabala incontra fin dal primo giorno, a cominciare dalla parola stessa sefirot.

Un libro senza autore certo

La tradizione attribuisce il Sefer Yetzirah al patriarca Abramo. Gli studiosi moderni non accettano questa attribuzione e discutono da tempo sulla sua data di composizione, con proposte che vanno dai primi secoli dell'era volgare fino all'alto Medioevo. Ciò che è certo è che nel X secolo il testo era già considerato autorevole: lo commentò, tra gli altri, Saadia Gaon, una delle figure più importanti dell'ebraismo medievale.

Il libro ci è giunto in più redazioni, una breve e una lunga, con differenze anche significative. Chi lo legge in traduzione dovrebbe sapere che non esiste un testo unico e definitivo.

Le trentadue vie meravigliose

Il testo si apre affermando che il Creatore ha formato il mondo con trentadue vie meravigliose di sapienza, e precisa che queste vie sono le dieci sefirot e le ventidue lettere. È una visione in cui il cosmo nasce da due elementi: i numeri e i suoni del linguaggio.

Le dieci sefirot «belimah»

Nel Sefer Yetzirah le sefirot non hanno ancora i nomi che assumeranno nella Cabala successiva (Kether, Chokmah, Binah e così via). Sono descritte piuttosto come dieci dimensioni: le profondità dell'inizio e della fine, del bene e del male, dell'alto e del basso, e delle quattro direzioni dello spazio.

Il testo le chiama sefirot belimah, un'espressione di significato discusso, spesso resa con «sefirot del nulla» o «sefirot senza sostanza». Il libro avverte di «frenare la bocca dal parlare e il cuore dal pensare» su di esse: un invito alla prudenza contemplativa che i commentatori non hanno mai dimenticato.

Le ventidue lettere

Le lettere sono divise in tre gruppi, che strutturano tutto il libro:

Gruppo Lettere Corrispondenze nel cosmo
Tre madri Aleph, Mem, Shin aria, acqua, fuoco
Sette doppie Bet, Gimel, Dalet, Kaf, Pe, Resh, Tav sette pianeti, sette giorni
Dodici semplici le restanti dodici dodici segni, dodici mesi

Ogni gruppo viene messo in relazione con tre piani: l'universo (olam), il tempo (shanah, l'anno) e l'essere umano (nefesh, l'anima e il corpo). Così, ad esempio, le tre madri corrispondono nell'universo ad aria, acqua e fuoco, nell'anno alle stagioni temperata, fredda e calda, e nel corpo al petto, al ventre e alla testa.

Le 231 porte

Uno dei passi più celebri riguarda le combinazioni delle lettere. Il testo descrive le lettere disposte su un cerchio, come una ruota, e immagina di collegarle a coppie: il risultato sono 231 porte. Il numero non è arbitrario: è esattamente il numero di coppie diverse che si possono formare con ventidue elementi (22 × 21 diviso 2).

Lo stesso spirito combinatorio emerge quando il libro chiama le lettere «pietre» e le parole «case»: due pietre costruiscono due case, tre pietre ne costruiscono sei, quattro ne costruiscono ventiquattro, e via crescendo oltre ciò che la bocca può dire. È, in linguaggio poetico, la descrizione delle permutazioni.

Perché questo testo è così importante

Il Sefer Yetzirah ha lasciato alla tradizione tre eredità durature:

  1. il termine sefirot, che la Cabala medievale riprenderà riempiendolo di nuovi significati;
  2. la classificazione delle lettere in madri, doppie e semplici, alla base delle corrispondenze tra lettere, elementi, pianeti e segni;
  3. l'idea che il linguaggio sia creativo: le lettere non descrivono il mondo, lo formano.

Da quest'ultima idea derivano tanto le pratiche meditative sulla combinazione delle lettere quanto le leggende sul golem, la figura di argilla animata attraverso le lettere e il Nome, che la tradizione popolare ha spesso collegato proprio allo studio di questo libro.

Come leggerlo oggi

Chi si avvicina al Sefer Yetzirah per la prima volta trova un testo denso, ripetitivo, quasi una formula da recitare. È utile leggerlo lentamente, un capitolo per volta, tenendo accanto la tabella delle lettere. Nella scuola dello Studio Esoterico Cornelio lo si affronta come un testo da meditare più che da spiegare: si sceglie una lettera, se ne considerano le tre corrispondenze (cosmo, tempo, corpo) e si osserva come la stessa forza si manifesti su piani diversi.

In sintesi

  • Il Sefer Yetzirah è un testo breve e antico, di datazione discussa, commentato già da Saadia Gaon nel X secolo.
  • Parla di trentadue vie di sapienza: dieci sefirot e ventidue lettere.
  • Le lettere sono divise in tre madri, sette doppie e dodici semplici, in relazione con cosmo, tempo e corpo.
  • Le 231 porte sono tutte le coppie possibili tra le ventidue lettere.
  • Il libro ha dato alla Cabala il termine sefirot e l'idea del linguaggio come forza creativa.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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