Tra gli amuleti della tradizione napoletana, il corno è il più noto. Ma c'è un oggetto più raro e più complesso, che i collezionisti e gli studiosi di folklore considerano uno dei capolavori dell'arte apotropaica italiana: la cimaruta. Il nome viene dal napoletano cima 'e ruta, «cima di ruta»: è infatti un piccolo gioiello d'argento a forma di rametto di questa pianta, da cui pendono o spuntano numerosi simboli protettivi.
La forma
La cimaruta riproduce un ramo di ruta che si divide in tre rami principali, a loro volta suddivisi. Alle estremità dei rami sono applicati piccoli oggetti simbolici. Si tratta in genere di un amuleto piatto, da appendere al collo o agli abiti, spesso dei bambini, o da conservare in casa.
I simboli variano da esemplare a esemplare, ma alcuni ricorrono con frequenza:
| Simbolo | Significato tradizionale |
|---|---|
| Falce di luna | Il legame con la luna e con le figure femminili protettrici |
| Chiave | L'apertura e la chiusura, la custodia della casa |
| Mano | Spesso nel gesto della fica o con le corna, gesto apotropaico |
| Cuore | L'affetto, a volte il cuore fiammeggiante della devozione |
| Pesce | Simbolo di fecondità e antico emblema cristiano |
| Fiore | La vitalità, la fioritura |
| Gallo o uccello | La vigilanza, l'annuncio del giorno che scaccia la notte |
| Serpente | Il potere di difesa e la rigenerazione |
Questa ricchezza di simboli in un unico oggetto fa della cimaruta una sorta di amuleto composito, che concentra in sé molte protezioni diverse.
La ruta nella tradizione
Perché proprio la ruta? Nella cultura popolare mediterranea la ruta era considerata una pianta dalla forte valenza protettiva. Il suo odore intenso e pungente era associato all'idea di respingere ciò che è nocivo, e la pianta veniva tenuta in casa o vicino alla porta come segno di difesa.
La tradizione ne conservava anche la memoria come pianta legata alla vista e agli occhi, e dunque, per associazione simbolica, alla difesa dallo sguardo invidioso. Il valore della ruta nell'amuleto è quindi simbolico: rappresenta la protezione in forma vegetale, resa duratura nel metallo.
La descrizione di Elworthy
Gran parte di ciò che sappiamo sulla cimaruta come oggetto di studio si deve a Frederick Thomas Elworthy, studioso inglese che nel 1895 pubblicò The Evil Eye, un'opera dedicata alle credenze sul malocchio e agli amuleti. Elworthy raccolse e descrisse numerose cimarute napoletane, osservandone i simboli e proponendo interpretazioni.
Alcune delle sue letture, in particolare quelle che collegavano la cimaruta a culti antichi specifici, sono oggi considerate ipotesi da trattare con cautela. Ma il suo lavoro resta prezioso per la documentazione: grazie a lui conosciamo esemplari e varianti che altrimenti sarebbero andati perduti.
Le interpretazioni
Gli studiosi hanno proposto letture diverse della cimaruta, che non si escludono necessariamente.
- La somma delle protezioni. La cimaruta riunisce in un solo oggetto amuleti che altrove si portano separati: la mano, la chiave, il cuore, la luna.
- Il legame con le figure femminili. La falce di luna e alcuni altri simboli hanno fatto pensare a un rapporto con figure femminili protettrici, antiche o cristiane, come la Madonna.
- La protezione dei bambini. Molte cimarute venivano appese alle culle o agli abiti dei neonati, considerati particolarmente esposti allo sguardo invidioso.
- Il valore estetico. Gli esemplari migliori sono anche piccoli gioielli di oreficeria, in cui il valore protettivo si unisce alla bellezza dell'oggetto.
Dove si trova oggi
Le cimarute antiche sono oggi conservate in musei etnografici e collezioni private, in Italia e all'estero. Non sono oggetti comuni come il corno: la loro produzione era più laboriosa e il loro uso più circoscritto. Negli ultimi decenni sono state riprodotte da orafi e artigiani, spesso con varianti libere rispetto ai modelli tradizionali.
Un oggetto da leggere
Osservare una cimaruta significa leggere un piccolo testo simbolico. Ogni ramo, ogni oggetto appeso, racconta una paura e una risposta: la notte e il gallo che la scaccia, la porta e la chiave che la custodisce, lo sguardo invidioso e la mano che lo devia. È un concentrato di sapere popolare, un modo di dare forma visibile al desiderio di protezione.
In sintesi
- La cimaruta è un amuleto napoletano d'argento a forma di rametto di ruta.
- I suoi tre rami terminano con simboli come luna, chiave, mano, cuore, pesce e gallo.
- La ruta era considerata nella tradizione una pianta di forte valore protettivo.
- Frederick Thomas Elworthy la descrisse nel 1895 nel suo libro The Evil Eye.
- Era spesso appesa a culle e abiti dei bambini come protezione contro lo sguardo invidioso.