Alla base dell'Albero della Vita, sotto tutte le altre sfere, si trova Malkuth, il Regno. È la decima e ultima sefirah, quella in cui il processo di emanazione arriva a compimento. Se Kether è la radice nascosta, Malkuth è il frutto visibile. Ma sarebbe un errore considerarla la sefirah «meno importante»: per la Cabala, Malkuth è il luogo in cui il divino si fa presente nel mondo.
Il Regno che non ha luce propria
Una delle immagini più ricorrenti per descrivere Malkuth è quella della Luna. Come la Luna non ha luce propria e riflette quella del Sole, così Malkuth non possiede qualità autonome: riceve tutto dalle sefirot superiori, attraverso Yesod, e lo manifesta.
Per questo Malkuth è chiamata anche aspaklaria she-einah meirah, «lo specchio che non brilla di luce propria». Non è una diminuzione: lo specchio è proprio ciò che rende visibile la luce.
Un'altra immagine è quella del ricettacolo o del mare in cui confluiscono tutti i fiumi. Ogni energia che discende lungo l'Albero arriva qui e qui si raccoglie.
La Shekhinah
Il nome più importante di Malkuth è Shekhinah. La parola deriva dalla radice ebraica che significa «dimorare» e indica nella letteratura rabbinica la presenza divina che abita in mezzo al popolo: nel Tabernacolo, nel Tempio, nelle comunità riunite in preghiera o nello studio.
La Cabala medievale, e in particolare lo Zohar, ha sviluppato questa idea in una direzione originale, descrivendo la Shekhinah con tratti femminili: è la Regina, la Sposa, la Figlia. Il tema centrale è il suo rapporto con Tiferet, lo Sposo. Secondo questa visione, l'unione fra Tiferet e Malkuth rappresenta l'armonia fra il divino trascendente e la sua presenza immanente; la loro separazione corrisponde all'esilio e alla frammentazione del mondo.
L'esilio della Shekhinah
Un tema profondo dello Zohar è quello della Shekhinah in esilio. Quando il popolo d'Israele è stato disperso, dice la tradizione, la Shekhinah lo ha accompagnato. La presenza divina condivide dunque la condizione di chi è lontano da casa. Il compito dell'essere umano, attraverso le sue azioni, è contribuire a ricongiungere la Shekhinah con il suo Sposo.
Nomi e corrispondenze
| Ambito | Corrispondenza |
|---|---|
| Numero | 10 |
| Pilastro | base del pilastro centrale |
| Nome divino | Adonai |
| Personaggio biblico | il re Davide |
| Giorno | il Sabato |
| Associazione ermetica | la Terra e i quattro elementi |
| Colori ermetici | citrino, olivastro, rossiccio e nero |
Davide e il Regno
Il personaggio biblico associato a Malkuth è Davide, il re per eccellenza. È significativo che la tradizione colleghi la sefirah del Regno a un re che è anche poeta e autore dei Salmi: il regno di Malkuth non è il potere come dominio, ma la capacità di dare forma concreta e ordinata a ciò che si riceve.
La Regina del Sabato
Nella tradizione ebraica il Sabato è accolto come una regina o una sposa. A Safed, nel Cinquecento, i cabalisti usavano uscire nei campi al tramonto del venerdì per accoglierla. A quell'ambiente appartiene l'inno Lekha Dodi, composto da Shlomo Alkabetz, che invita: «Vieni, amato mio, incontro alla sposa». La Sposa è la Shekhinah, cioè Malkuth.
I quattro colori della tradizione ermetica
Nella tradizione ermetica occidentale, Malkuth viene spesso rappresentata come un cerchio diviso in quattro parti, con quattro colori che corrispondono ai quattro elementi. Questa scelta sottolinea che il Regno è il mondo della materia e della combinazione degli elementi.
È una lettura successiva, propria dell'ermetismo, ma coerente con il significato ebraico di Malkuth come luogo della manifestazione concreta.
Malkuth come lavoro interiore
Che cosa significa, nella vita di una persona, lavorare su Malkuth? La tradizione offre alcune indicazioni pratiche:
- Prendersi cura del corpo e dello spazio. Malkuth è il mondo concreto: l'ordine della casa, la cura della salute, l'attenzione ai gesti quotidiani appartengono a questa sefirah.
- Portare a compimento. Molte intuizioni restano sospese ai livelli superiori; Malkuth è il luogo dove si realizzano. Concludere un lavoro iniziato è un gesto di Malkuth.
- Ricevere. Malkuth insegna la capacità di accogliere, senza pretendere di generare tutto da sé.
Lo Studio Esoterico Cornelio sottolinea spesso che la via esoterica non consiste nell'allontanarsi dal mondo, ma nell'abitarlo con maggiore consapevolezza. In questo senso Malkuth non è il punto di partenza da lasciare alle spalle, ma il luogo in cui ogni percorso trova verifica.
In sintesi
- Malkuth, il Regno, è la decima sefirah, alla base del pilastro centrale.
- Come la Luna, non ha luce propria e manifesta ciò che riceve dalle sefirot superiori.
- È identificata con la Shekhinah, la presenza divina nel mondo, descritta come Regina e Sposa.
- Le corrispondono il Nome Adonai, il re Davide, il Sabato e, nell'ermetismo, i quattro elementi.
- Interiormente è il lavoro di compimento, cura del concreto e capacità di ricevere.