Nell'alfabeto ebraico antico non esistevano cifre separate dalle lettere: per scrivere un numero si usavano le lettere stesse. Aleph valeva 1, Bet 2, Gimel 3, e così via. Da questa semplice convenzione è nata una delle pratiche più affascinanti della tradizione ebraica: la gematria, cioè la lettura delle parole attraverso il loro valore numerico.
L'origine del nome e dell'idea
Il termine «gematria» viene probabilmente dal greco, e l'accostamento più citato è con geometria. Non è un caso: anche nel mondo greco le lettere avevano valore numerico, e la pratica analoga si chiamava isopsefia. L'idea di fondo è comune a entrambe le culture: se ogni parola è anche un numero, due parole con lo stesso numero possono essere messe in relazione.
Nella tradizione rabbinica la gematria compare come uno degli strumenti con cui si interpretano i testi sacri, accanto ad altri metodi. Nella Cabala medievale diventa uno strumento privilegiato, perché si sposa con l'idea che le lettere siano forze creative e non semplici segni convenzionali.
La tabella dei valori
Le ventidue lettere si dividono in tre serie: unità, decine e centinaia.
| Unità | Decine | Centinaia | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Aleph | 1 | Yod | 10 | Qof | 100 |
| Bet | 2 | Kaf | 20 | Resh | 200 |
| Gimel | 3 | Lamed | 30 | Shin | 300 |
| Dalet | 4 | Mem | 40 | Tav | 400 |
| He | 5 | Nun | 50 | ||
| Vav | 6 | Samekh | 60 | ||
| Zayin | 7 | Ayin | 70 | ||
| Chet | 8 | Pe | 80 | ||
| Tet | 9 | Tsade | 90 |
Il valore di una parola si ottiene sommando i valori delle sue lettere. Poiché l'ebraico si scrive normalmente senza vocali, si contano solo le consonanti scritte.
Tre esempi classici
Chai, la vita: 18
La parola chai, «vivo», si scrive Chet e Yod: 8 + 10 = 18. È l'esempio più conosciuto, e ha lasciato una traccia anche nei costumi: nel mondo ebraico è diffusa l'usanza di fare doni in denaro in multipli di 18, come augurio di vita.
Uno e amore: 13
Echad, «uno» (Aleph, Chet, Dalet), vale 1 + 8 + 4 = 13. Ahavah, «amore» (Aleph, He, Bet, He), vale 1 + 5 + 2 + 5 = 13. La tradizione ha letto in questa coincidenza un insegnamento: l'amore autentico tende all'unità, e l'unità si esprime come amore.
Vino e segreto: 70
Yayin, «vino» (Yod, Yod, Nun), vale 10 + 10 + 50 = 70. Sod, «segreto» (Samekh, Vav, Dalet), vale 60 + 6 + 4 = 70. Il Talmud ne ricava un detto rimasto celebre: quando entra il vino, esce il segreto.
I diversi metodi di calcolo
La gematria non è un unico procedimento. Nel tempo si sono sviluppati diversi sistemi, tra cui:
- valore ordinario (mispar hechrachi): quello della tabella qui sopra;
- valore grande (mispar gadol): le cinque lettere finali, cioè le forme che alcune lettere assumono a fine parola, ricevono valori da 500 a 900;
- valore ridotto (mispar katan): si eliminano gli zeri, per cui Yod vale 1, Kaf 2, Qof 1, e così via;
- valore ordinale: ogni lettera vale la sua posizione nell'alfabeto, da 1 a 22.
Questa varietà ha una conseguenza importante: con abbastanza metodi a disposizione, quasi ogni coppia di parole può essere fatta coincidere. Per questo i maestri seri hanno sempre considerato la gematria un supporto all'interpretazione, non una prova.
Come la tradizione usa la gematria
Nella tradizione ebraica la gematria non serve a predire il futuro. Serve a far emergere collegamenti tra parole e passi diversi, che poi vanno compresi e meditati. Una corrispondenza numerica è un invito a chiedersi che cosa abbiano in comune due concetti, non una risposta già pronta.
Un altro esempio celebre lo mostra bene. Mashiach, «messia», e nachash, «serpente», hanno entrambi valore 358. Gli interpreti non ne deducono che le due figure siano la stessa cosa, ma vi leggono un tema: ciò che ha causato la caduta e ciò che porta la redenzione si fronteggiano sullo stesso piano.
Un esercizio di studio
Chi vuole avvicinarsi alla gematria può procedere così:
- imparare a memoria la tabella dei valori ordinari;
- calcolare alcune parole fondamentali, come i nomi delle sefirot;
- annotare su un quaderno le coincidenze che si incontrano;
- per ogni coincidenza, scrivere una riflessione su ciò che i due termini hanno in comune.
Nello Studio Esoterico Cornelio la gematria è proposta proprio in questo spirito: come esercizio di attenzione al linguaggio e di meditazione sulle parole, non come calcolo per ottenere responsi.
In sintesi
- La gematria legge le parole ebraiche attraverso il valore numerico delle loro lettere.
- Le lettere si dividono in unità, decine e centinaia, da Aleph (1) a Tav (400).
- Esempi classici sono chai (18), echad e ahavah (13), yayin e sod (70).
- Esistono più metodi di calcolo, e per questo la gematria è un aiuto all'interpretazione, non una prova.
- Il suo uso tradizionale è la meditazione sui legami tra parole e concetti.