✧ Angeli e gerarchie

L'arcangelo Raffaele e il Libro di Tobia: l'angelo del cammino

Raffaele nel Libro di Tobia: il viaggio sotto il nome di Azaria, il pesce del Tigri, Sara e Asmodeo, e il simbolismo dell'angelo compagno di strada.

Dei tre arcangeli venerati nella tradizione cristiana, Raffaele è quello di cui conosciamo la storia più lunga e più dettagliata. Tutto ciò che sappiamo di lui, nella Bibbia, viene da un solo libro, quello di Tobia: un racconto di viaggio, di matrimonio e di ritorno, in cui un angelo cammina per giorni accanto a un giovane senza rivelare chi sia. È una delle narrazioni più delicate dell'intera tradizione angelologica.

Il libro e il nome

Il Libro di Tobia fa parte del canone cattolico e ortodosso, mentre non è incluso nella Bibbia ebraica ed è considerato apocrifo nella tradizione protestante. Frammenti in aramaico e in ebraico sono stati trovati tra i manoscritti di Qumran.

Il nome Rafa'el significa «Dio guarisce». Nel racconto questo nome non è un dettaglio: tutto il libro è costruito come un percorso che conduce dal dolore alla restituzione.

La storia in breve

Il racconto intreccia due vicende parallele, che si ricompongono grazie all'angelo.

  1. Tobi, un israelita deportato a Ninive, uomo giusto e generoso, perde la vista dopo che gli escrementi caldi di alcuni passeri gli cadono negli occhi. Povero e scoraggiato, prega di morire.
  2. Sara, giovane donna di Ecbatana in Media, ha visto morire sette mariti la notte stessa delle nozze, uccisi dal demone Asmodeo. Anche lei, nello stesso giorno, prega per essere liberata.
  3. Le due preghiere vengono ascoltate insieme, e Raffaele è inviato per rispondere a entrambe.
  4. Tobi manda il figlio Tobia a recuperare una somma di denaro lasciata in deposito presso un parente in Media. Il giovane cerca un compagno di viaggio e incontra un uomo che si presenta come Azaria, un parente. È Raffaele, sotto mentite spoglie.
  5. Lungo il fiume Tigri un grande pesce balza contro Tobia. L'angelo gli dice di prenderlo e di conservarne il cuore, il fegato e il fiele.
  6. Giunti a Ecbatana, Tobia sposa Sara. Seguendo le indicazioni dell'angelo, brucia il cuore e il fegato del pesce: l'odore mette in fuga Asmodeo, che Raffaele insegue e lega nell'Egitto superiore.
  7. Al ritorno, il fiele del pesce restituisce la vista a Tobi.
  8. Solo allora l'angelo si rivela: «Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che stanno sempre davanti alla gloria del Signore».

Nel racconto c'è anche un cane, che segue Tobia alla partenza e al ritorno: un dettaglio raro nella Bibbia, che gli artisti hanno amato riprodurre.

Un angelo che cammina accanto

L'aspetto più originale del Libro di Tobia è la discrezione dell'angelo. Raffaele non appare in una luce abbagliante, non si impone, non compie prodigi spettacolari. Accetta un salario, mangia apparentemente con i compagni, dà consigli pratici. Alla fine spiega che non mangiava davvero: «Quello che vedevate era solo apparenza».

Aspetto Michele Gabriele Raffaele
Modo di presentarsi guerriero celeste messaggero luminoso compagno di viaggio in incognito
Azione tipica combattere annunciare accompagnare e ricomporre
Fonte principale Daniele, Apocalisse Daniele, Luca Tobia

Raffaele nell'arte

Il tema del Tobiolo e l'angelo ebbe grandissima fortuna nella pittura italiana del Quattrocento, in particolare a Firenze. Le opere mostrano un giovane che cammina tenendo per mano l'angelo, con un piccolo pesce appeso a un filo e il cane che trotterella ai loro piedi. Una celebre versione, oggi alla National Gallery di Londra, è attribuita alla bottega del Verrocchio. Queste immagini erano spesso commissionate da famiglie che avevano figli in viaggio per affari: l'angelo diventava così il protettore di chi parte.

Raffaele nelle altre tradizioni

Nel Libro di Enoch Raffaele è uno degli angeli principali e riceve l'ordine di legare Azazel, uno dei capi degli angeli ribelli, e di gettarlo nelle tenebre: un'azione che richiama da vicino il demone legato nel Libro di Tobia. Nella tradizione successiva è rimasto il protettore dei viandanti, dei pellegrini e di chi intraprende un cammino.

Il simbolo del viaggio

Nel linguaggio simbolico la storia di Tobia è un piccolo racconto iniziatico: un giovane parte, attraversa un fiume, affronta una forza oscura, trova un'unione e ritorna portando ciò che ridona la vista. La guida c'è fin dall'inizio, ma viene riconosciuta solo alla fine. È un'immagine che parla a chiunque abbia percorso un cammino interiore: spesso si comprende chi ci ha accompagnato solo dopo essere arrivati. Lo Studio Esoterico Cornelio legge in Raffaele proprio questo: non l'angelo dei miracoli, ma l'angelo del percorso.

In sintesi

  • Raffaele, «Dio guarisce», compare nella Bibbia soltanto nel Libro di Tobia.
  • Accompagna il giovane Tobia in viaggio presentandosi con il nome di Azaria.
  • Il racconto intreccia la cecità di Tobi e la vicenda di Sara, liberata dal demone Asmodeo.
  • La pittura italiana del Quattrocento ne fece il protettore di chi parte, con il tema del Tobiolo e l'angelo.
  • Simbolicamente è l'angelo del cammino, la guida che si riconosce solo all'arrivo.
☉
Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

Leggi anche