Dei tre arcangeli venerati nella tradizione cristiana, Raffaele è quello di cui conosciamo la storia più lunga e più dettagliata. Tutto ciò che sappiamo di lui, nella Bibbia, viene da un solo libro, quello di Tobia: un racconto di viaggio, di matrimonio e di ritorno, in cui un angelo cammina per giorni accanto a un giovane senza rivelare chi sia. È una delle narrazioni più delicate dell'intera tradizione angelologica.
Il libro e il nome
Il Libro di Tobia fa parte del canone cattolico e ortodosso, mentre non è incluso nella Bibbia ebraica ed è considerato apocrifo nella tradizione protestante. Frammenti in aramaico e in ebraico sono stati trovati tra i manoscritti di Qumran.
Il nome Rafa'el significa «Dio guarisce». Nel racconto questo nome non è un dettaglio: tutto il libro è costruito come un percorso che conduce dal dolore alla restituzione.
La storia in breve
Il racconto intreccia due vicende parallele, che si ricompongono grazie all'angelo.
- Tobi, un israelita deportato a Ninive, uomo giusto e generoso, perde la vista dopo che gli escrementi caldi di alcuni passeri gli cadono negli occhi. Povero e scoraggiato, prega di morire.
- Sara, giovane donna di Ecbatana in Media, ha visto morire sette mariti la notte stessa delle nozze, uccisi dal demone Asmodeo. Anche lei, nello stesso giorno, prega per essere liberata.
- Le due preghiere vengono ascoltate insieme, e Raffaele è inviato per rispondere a entrambe.
- Tobi manda il figlio Tobia a recuperare una somma di denaro lasciata in deposito presso un parente in Media. Il giovane cerca un compagno di viaggio e incontra un uomo che si presenta come Azaria, un parente. È Raffaele, sotto mentite spoglie.
- Lungo il fiume Tigri un grande pesce balza contro Tobia. L'angelo gli dice di prenderlo e di conservarne il cuore, il fegato e il fiele.
- Giunti a Ecbatana, Tobia sposa Sara. Seguendo le indicazioni dell'angelo, brucia il cuore e il fegato del pesce: l'odore mette in fuga Asmodeo, che Raffaele insegue e lega nell'Egitto superiore.
- Al ritorno, il fiele del pesce restituisce la vista a Tobi.
- Solo allora l'angelo si rivela: «Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che stanno sempre davanti alla gloria del Signore».
Nel racconto c'è anche un cane, che segue Tobia alla partenza e al ritorno: un dettaglio raro nella Bibbia, che gli artisti hanno amato riprodurre.
Un angelo che cammina accanto
L'aspetto più originale del Libro di Tobia è la discrezione dell'angelo. Raffaele non appare in una luce abbagliante, non si impone, non compie prodigi spettacolari. Accetta un salario, mangia apparentemente con i compagni, dà consigli pratici. Alla fine spiega che non mangiava davvero: «Quello che vedevate era solo apparenza».
| Aspetto | Michele | Gabriele | Raffaele |
|---|---|---|---|
| Modo di presentarsi | guerriero celeste | messaggero luminoso | compagno di viaggio in incognito |
| Azione tipica | combattere | annunciare | accompagnare e ricomporre |
| Fonte principale | Daniele, Apocalisse | Daniele, Luca | Tobia |
Raffaele nell'arte
Il tema del Tobiolo e l'angelo ebbe grandissima fortuna nella pittura italiana del Quattrocento, in particolare a Firenze. Le opere mostrano un giovane che cammina tenendo per mano l'angelo, con un piccolo pesce appeso a un filo e il cane che trotterella ai loro piedi. Una celebre versione, oggi alla National Gallery di Londra, è attribuita alla bottega del Verrocchio. Queste immagini erano spesso commissionate da famiglie che avevano figli in viaggio per affari: l'angelo diventava così il protettore di chi parte.
Raffaele nelle altre tradizioni
Nel Libro di Enoch Raffaele è uno degli angeli principali e riceve l'ordine di legare Azazel, uno dei capi degli angeli ribelli, e di gettarlo nelle tenebre: un'azione che richiama da vicino il demone legato nel Libro di Tobia. Nella tradizione successiva è rimasto il protettore dei viandanti, dei pellegrini e di chi intraprende un cammino.
Il simbolo del viaggio
Nel linguaggio simbolico la storia di Tobia è un piccolo racconto iniziatico: un giovane parte, attraversa un fiume, affronta una forza oscura, trova un'unione e ritorna portando ciò che ridona la vista. La guida c'è fin dall'inizio, ma viene riconosciuta solo alla fine. È un'immagine che parla a chiunque abbia percorso un cammino interiore: spesso si comprende chi ci ha accompagnato solo dopo essere arrivati. Lo Studio Esoterico Cornelio legge in Raffaele proprio questo: non l'angelo dei miracoli, ma l'angelo del percorso.
In sintesi
- Raffaele, «Dio guarisce», compare nella Bibbia soltanto nel Libro di Tobia.
- Accompagna il giovane Tobia in viaggio presentandosi con il nome di Azaria.
- Il racconto intreccia la cecità di Tobi e la vicenda di Sara, liberata dal demone Asmodeo.
- La pittura italiana del Quattrocento ne fece il protettore di chi parte, con il tema del Tobiolo e l'angelo.
- Simbolicamente è l'angelo del cammino, la guida che si riconosce solo all'arrivo.