Entrare nel Pantheon è un'esperienza che sorprende anche chi lo ha visto mille volte in fotografia. Dopo il portico di colonne, lo spazio si apre all'improvviso in una sala circolare coperta da una cupola immensa, con un'unica apertura al centro da cui si vede il cielo. Nessuna finestra, nessuna colonna a sostenere la volta: solo un grande vuoto modellato dalla geometria. Pochi edifici al mondo esprimono con tanta chiarezza l'idea di un tempio come immagine del cosmo.
Un tempio per tutti gli dèi
Il nome Pantheon viene dal greco e significa «di tutti gli dèi». L'edificio che vediamo oggi fu ricostruito sotto l'imperatore Adriano, nel II secolo d.C., sul luogo di un tempio precedente voluto da Marco Agrippa. Sul fronte del portico si legge ancora l'iscrizione che attribuisce l'opera ad Agrippa: Adriano scelse di conservare il nome del primo costruttore.
Lo storico Cassio Dione, che scrisse nel III secolo, propose una spiegazione del nome legata alla forma: forse, osservava, l'edificio era chiamato così perché la sua volta somiglia al cielo. È una delle più antiche letture simboliche del monumento.
La sfera inscritta
Il segreto geometrico del Pantheon è semplice da enunciare. Il diametro della sala circolare è uguale all'altezza dal pavimento alla sommità della cupola: entrambe le misure sono di circa 43 metri. Ne consegue che all'interno dell'edificio si potrebbe inscrivere una sfera perfetta, che toccherebbe il pavimento in un punto e la cupola lungo tutta la sua superficie.
| Elemento | Forma | Valore simbolico |
|---|---|---|
| Cupola | semisfera | volta celeste |
| Cilindro della sala | cerchio sviluppato in altezza | mondo abitato |
| Oculo | cerchio aperto | sole, occhio del cielo, passaggio |
| Sfera ideale | figura perfetta | totalità del cosmo |
La parte inferiore dell'edificio è un cilindro alto quanto il raggio; la parte superiore è una semisfera. Il cerchio, la figura senza inizio né fine, domina ogni aspetto della pianta e dell'alzato.
L'oculo: il cielo dentro il tempio
Al vertice della cupola si apre l'oculo, un'apertura circolare di circa nove metri di diametro, priva di qualsiasi copertura. È l'unica fonte di luce naturale della sala. Quando piove, l'acqua cade sul pavimento, che è leggermente convesso e dotato di fori di scarico.
L'oculo trasforma l'interno in una sorta di meridiana. Durante la giornata un disco di luce si sposta lentamente sulle pareti e sulla cupola, seguendo il cammino del sole. Alcuni studiosi hanno proposto che il disco illumini l'ingresso a mezzogiorno in date particolari dell'anno, come quella tradizionale della fondazione di Roma, il 21 aprile; è un'ipotesi interessante, che collega il tempio al calendario e alla figura dell'imperatore che entrava nell'edificio avvolto dalla luce.
I cassettoni e la leggerezza
La superficie interna della cupola è scavata da cinque anelli di cassettoni, ventotto per anello, che diminuiscono di dimensione salendo verso l'oculo. Oltre a creare un effetto prospettico di profondità, i cassettoni alleggeriscono la volta.
Il calcestruzzo romano usato per la cupola era composto in modo diverso a seconda dell'altezza: più pesante alla base, più leggero verso l'alto, dove si impiegavano materiali come la pomice. Lo spessore della volta diminuisce progressivamente. Grazie a queste scelte, la cupola del Pantheon è ancora oggi la più grande cupola in calcestruzzo non armato del mondo.
Dal tempio alla chiesa
Il Pantheon deve gran parte della sua conservazione alla trasformazione in chiesa. Nel 609 papa Bonifacio IV lo consacrò al culto cristiano come Santa Maria ad Martyres. Il tempio di tutti gli dèi divenne così la chiesa della Vergine e di tutti i martiri: un passaggio che mantiene, in un certo senso, l'idea di una totalità sacra raccolta sotto un'unica volta.
Nel Pantheon riposano oggi personaggi illustri, tra cui il pittore Raffaello e alcuni re d'Italia.
Come visitarlo con occhio simbolico
Chi entra nel Pantheon può fare alcune semplici osservazioni:
- Mettersi al centro e alzare lo sguardo verso l'oculo, notando come lo spazio sembri ruotare attorno a quel punto.
- Seguire il disco di luce sulle pareti e notarne la posizione a seconda dell'ora.
- Percepire il passaggio dal portico rettangolare, con le sue colonne, alla sala circolare: dal mondo ordinato dell'uomo allo spazio del cielo.
- Osservare i cassettoni che convergono verso l'alto, guidando lo sguardo dal molteplice all'unico vuoto centrale.
Lo Studio Esoterico Cornelio considera il Pantheon una delle più alte espressioni della geometria sacra occidentale: un edificio in cui il cerchio non è decorazione, ma struttura stessa dello spazio, e in cui il centro non è un oggetto ma un'apertura verso la luce.
In sintesi
- Il Pantheon fu ricostruito sotto Adriano nel II secolo d.C., conservando l'iscrizione di Agrippa.
- Diametro e altezza interna sono uguali, circa 43 metri: vi si può inscrivere una sfera perfetta.
- L'oculo, unica fonte di luce, trasforma l'interno in una meridiana che segue il sole.
- Cassettoni e calcestruzzo sempre più leggero verso l'alto rendono possibile la grande cupola.
- Nel 609 l'edificio fu consacrato come chiesa di Santa Maria ad Martyres.