△ Geometria sacra

La geometria islamica: stelle, tassellature e l'idea dell'infinito

Come nascono i motivi geometrici dell'arte islamica: divisione del cerchio, stelle a otto e dieci punte, girih, muqarnas, dall'Alhambra a Palermo.

Chi entra in una moschea antica, in un palazzo andaluso o in una madrasa dell'Asia centrale si trova circondato da superfici interamente coperte di motivi geometrici: stelle che si intrecciano, poligoni che si ripetono, nastri che corrono senza mai interrompersi. È una delle tradizioni più ricche di geometria applicata che l'umanità abbia prodotto. Dietro la bellezza dei disegni c'è un metodo rigoroso, e dietro il metodo un'idea spirituale.

Perché la geometria

Negli spazi religiosi islamici la rappresentazione di figure umane e animali è generalmente evitata. Questo non ha impoverito l'arte, ma l'ha orientata verso tre linguaggi principali: la calligrafia, che dà forma visibile alla parola sacra; l'arabesco, con i suoi motivi vegetali stilizzati; e la geometria, che costruisce figure astratte di grande complessità.

La geometria si prestava in modo particolare a esprimere un'idea centrale della fede islamica: il tawhid, l'unicità di Dio. Un motivo che nasce da un unico cerchio e si estende in ogni direzione senza fine suggerisce un ordine che tutto comprende e che nessuna superficie limitata può contenere.

Tutto comincia dal cerchio

I motivi geometrici islamici si costruiscono con due strumenti: il compasso e la riga. Il punto di partenza è quasi sempre un cerchio, diviso in parti uguali.

  1. Dividendo il cerchio in sei parti si ottengono esagoni e stelle a sei punte.
  2. Dividendo il cerchio in otto parti, con due quadrati ruotati l'uno sull'altro, nasce la stella a otto punte, una delle figure più diffuse.
  3. Dividendo il cerchio in dieci o dodici parti si ottengono stelle più complesse, tipiche delle fasi più raffinate di questa arte.

Una volta costruita la cellula base, la si ripete su una griglia, come una piastrella. Le linee vengono poi prolungate, intrecciate e selezionate, finché emergono le stelle e i poligoni del disegno finale.

Matematici e artigiani

Il legame tra scienza e decorazione era concreto. Nel X secolo il matematico persiano Abu al-Wafa al-Buzjani scrisse un'opera dedicata alle costruzioni geometriche necessarie agli artigiani, con procedimenti pratici per dividere figure e tracciare poligoni. È una testimonianza del dialogo tra chi studiava la geometria e chi la metteva in opera nei cantieri.

Si conservano anche rotoli di modelli usati dagli architetti, come il cosiddetto rotolo di Topkapı, oggi a Istanbul, che contiene numerosi schemi geometrici per decorazioni murali e volte. Questi documenti mostrano che i disegni non erano improvvisati, ma progettati con cura e tramandati.

Il girih

Uno degli sviluppi più notevoli è il girih, termine persiano che significa «nodo». I motivi girih sono formati da linee che si intrecciano creando stelle a dieci punte e poligoni irregolari. Studiosi moderni hanno mostrato che molti di questi disegni possono essere costruiti con un piccolo insieme di tessere di forma diversa, tra cui un decagono, un pentagono e un rombo, su cui le linee del motivo sono già tracciate.

Alcuni esempi tardi, come i pannelli del santuario di Darb-i Imam a Isfahan, presentano schemi che non si ripetono in modo periodico semplice e che ricordano strutture studiate dalla matematica solo nel Novecento. È un esempio straordinario di intuizione geometrica sviluppata nella pratica artigiana.

Le muqarnas: la geometria nello spazio

La geometria islamica non riguarda solo le superfici piane. Le muqarnas sono composizioni di piccoli elementi a nicchia, disposti su più livelli, che trasformano il passaggio tra una parete e una cupola in una sorta di stalattite o di alveare. Visti dal basso, i soffitti a muqarnas sembrano dissolvere la massa della pietra o del legno in una moltitudine di celle.

Un esempio celebre si trova anche in Italia: il soffitto ligneo della Cappella Palatina di Palermo, realizzato nel XII secolo per i re normanni da artigiani di cultura islamica, è decorato con muqarnas e pitture. È una testimonianza della Sicilia come luogo d'incontro tra tradizioni.

L'Alhambra

Il complesso dell'Alhambra di Granada, costruito in gran parte dalla dinastia nasride tra il XIII e il XIV secolo, è uno dei luoghi più noti per la ricchezza dei suoi motivi geometrici. Pareti rivestite di piastrelle smaltate, stucchi intagliati, soffitti a muqarnas e iscrizioni calligrafiche si fondono in un insieme in cui la geometria diventa atmosfera.

Tecnica Materiale Effetto
Piastrelle a mosaico ceramica smaltata colore e ritmo sulle pareti basse
Stucco intagliato gesso pizzi geometrici e calligrafici sulle pareti alte
Muqarnas stucco o legno volte che sembrano sciogliersi in celle

Uno sguardo contemplativo

I motivi geometrici islamici invitano a un tipo particolare di contemplazione: l'occhio non trova un punto di arrivo, ma passa da una stella all'altra, scopre centri sempre nuovi, si accorge che la stessa figura può essere letta in modi diversi. Lo Studio Esoterico Cornelio vi vede una delle espressioni più alte di una verità condivisa da molte tradizioni: l'unità si manifesta nella molteplicità, e la molteplicità, osservata con attenzione, riconduce all'unità.

In sintesi

  • La geometria è, con la calligrafia e l'arabesco, uno dei linguaggi principali dell'arte islamica.
  • I motivi nascono dalla divisione del cerchio con compasso e riga, poi ripetuta su una griglia.
  • Matematici come Abu al-Wafa scrissero opere di geometria pratica per gli artigiani.
  • Il girih e le muqarnas portano la geometria a livelli di grande complessità, nel piano e nello spazio.
  • Esempi celebri si trovano all'Alhambra di Granada, a Isfahan e nella Cappella Palatina di Palermo.
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Studio Esoterico Cornelio

Lo Studio Esoterico Cornelio custodisce e studia la tradizione esoterica, guidato dal Maestro Cornelio. Questi testi nascono per far conoscere con serietà simboli, storia e pratiche della via interiore.

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