Chi entra in un santuario italiano può trovarsi davanti a pareti interamente coperte di piccoli oggetti: quadretti dipinti, cuori d'argento, stampelle, trecce di capelli, fotografie, abiti da sposa, modellini di navi. Sono gli ex voto, offerte lasciate dai fedeli per adempiere a una promessa o per ringraziare di un aiuto ritenuto ricevuto. Insieme formano uno degli archivi più ricchi e commoventi della vita quotidiana del passato.
Che cosa significa ex voto
L'espressione latina ex voto significa «in seguito a un voto», cioè a una promessa. Lo schema è semplice e antichissimo: in un momento di pericolo una persona si rivolge a una figura sacra e promette un'offerta; superato il pericolo, mantiene la promessa portando un dono al santuario.
La sigla che accompagna molti di questi oggetti, PGR o VFGA, riassume il senso del gesto: «per grazia ricevuta», oppure «votum fecit, gratiam accepit», «fece il voto, ricevette la grazia».
Le radici antiche
Il gesto non nasce con il cristianesimo. Nei santuari dell'Italia preromana e romana, in particolare quelli etruschi e latini, gli archeologi hanno trovato grandi quantità di votivi anatomici in terracotta: riproduzioni di gambe, braccia, occhi, orecchie, organi interni, mani, piedi. Erano offerte rivolte alle divinità per affidare o ringraziare per una parte del corpo.
La continuità con il mondo cristiano è evidente. Ancora oggi in molti santuari si trovano piccole lamine d'argento a forma di occhi, cuori, gambe, braccia, offerte con lo stesso spirito dei votivi antichi.
Le tavolette dipinte
La forma più affascinante di ex voto è la tavoletta dipinta, diffusa in Italia soprattutto tra il Cinquecento e il Novecento. Si tratta di piccoli quadri, su legno, tela o latta, eseguiti da pittori popolari su commissione.
La struttura dell'immagine
Le tavolette seguono uno schema ricorrente.
- La scena del pericolo, nella parte bassa: un incidente, una malattia, un naufragio, una caduta da cavallo, un'aggressione.
- La figura sacra, in alto, spesso tra le nuvole: la Madonna, un santo, Cristo, che osserva e interviene.
- La scritta, a volte con il nome del donatore, la data e la sigla PGR.
Questa struttura divide lo spazio in due mondi, quello terreno e quello celeste, e mostra il momento in cui si toccano.
Un archivio della vita quotidiana
Per gli storici le tavolette sono documenti preziosi. Mostrano come si vestiva la gente, come erano arredate le case, quali erano i mezzi di trasporto, quali i lavori e i pericoli più frequenti. Si vedono carri ribaltati, cantieri, botteghe, letti di malati, cucine, e poi, con il passare del tempo, biciclette, automobili, treni. È una storia sociale raccontata dal basso, dalle persone comuni.
Le grandi raccolte
Alcuni santuari italiani conservano raccolte di ex voto di eccezionale importanza.
| Santuario | Luogo | Particolarità |
|---|---|---|
| Madonna di Montenero | Livorno | Grande collezione di ex voto marinari: naufragi, tempeste, navi |
| Madonna dell'Arco | Sant'Anastasia, Napoli | Vastissima raccolta di tavolette popolari |
| Santuari alpini e appenninici | Varie regioni | Ex voto legati a valanghe, cadute, lavoro nei boschi |
Le raccolte marinare sono particolarmente suggestive: le tavolette mostrano velieri tra onde altissime, alberi spezzati, marinai in preghiera, e in alto la figura sacra che placa la tempesta.
Gli oggetti della vita
Accanto alle tavolette, i santuari accolgono oggetti di ogni tipo:
- stampelle e bastoni, lasciati da chi riprendeva a camminare;
- trecce di capelli, offerte da donne come segno di sacrificio personale;
- abiti da sposa, da battesimo, uniformi militari;
- fotografie, che dal Novecento sostituiscono spesso la tavoletta dipinta;
- cuori d'argento, il più diffuso degli ex voto moderni.
Il senso antropologico
Gli antropologi leggono l'ex voto come una forma di relazione tra l'essere umano e il sacro, fondata sullo scambio e sulla parola data. Il fedele promette, la figura sacra ascolta, il dono suggella il patto. È un modello antico di reciprocità, che dà forma all'esperienza della vulnerabilità e della gratitudine.
Ma l'ex voto è anche un atto pubblico. Appendere la propria tavoletta nel santuario significa raccontare alla comunità la propria storia di pericolo e di salvezza. Le pareti coperte di offerte diventano così una sorta di racconto collettivo, in cui ognuno lascia il proprio frammento.
In sintesi
- Ex voto significa «in seguito a un voto»: un dono che adempie una promessa.
- La sigla PGR significa «per grazia ricevuta».
- I votivi anatomici etruschi e romani sono gli antenati diretti degli ex voto cristiani.
- Le tavolette dipinte sono un archivio prezioso della vita quotidiana del passato.
- Montenero e la Madonna dell'Arco conservano alcune delle raccolte più importanti.